P: Normale e una parola di comodo,
un concetto culturale, una giustificazione che serve a prolungare giudizio e paura. Guardati dentro e chiediti onestamente se sei felice. Non mentire. Se non lo sei, hai un problema pratico. Sei cieco alla tua vera natura che è fuori dal bisogno psicologico. Se credi che piacere e felicità vadano a braccetto, non vedi che inseguire il piacere crea solo dolore.
A:
Questo è normale.
Perché negare il piacere?
P:
Non sai cosa sia se ne hai bisogno. Se bevi una birra non senti la birra, lo fai per dimenticare.
Se fumi una canna non conosci il vero sapore, lo fai per non pensare.
Se tocchi qualcuno per desiderio, il tuo tocco è rassicurazione per te stesso, non è affetto.
Sei insensibile, per questo il piacere è una negazione al vero piacere.
IL tuo piacere è un tappo, un bisogno. Placa semplicemente un’emozione.Piacere significa negare il dolore, cioè separare, resistere, inseguire. Questo per te è normale perché tutti fanno così, ma è solo un incoraggiamento dovuto alla maggioranza che chiami normalità.
Poiché la massa insegue la sicurezza fisica, economica, sentimentale, allora è "normale".
Il concetto di normale è nella tua testa, esiste solo la sensazione. Senti che ti manca qualcosa e gli dai un nome: la ragazza, il guadagno, la considerazione, l'autoradio....
Una volta raggiunto sarai soddisfatto. Ti cerchi nelle cose. E invece il desiderio ti lascia presto e perennemente insoddisfatto.
Hai paura del vuoto sottostante all'essenza di stimolo, e ne insegui altri.
Va pure, ma non definire normale ciò che è disfunzione."
Frammento del prossimo libro - Libero di Essere Nessuno - Di Gabriele Pintaudi