Bianca Brotto

Diffondiamo Bellezza

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Bianca

Bianca

Amo la vita, sempre, anche quando non la capisco, anche quando soffro, ancor di più quando esplodo di gioia; trovo sia un’avventura straordinaria che si rinnova ogni giorno, al sorgere del sole.


Suono di rado, ma con amore, il pianoforte e canto mentre guido. Non ho tempo per le frequentazioni sterili, ma non guardo l’orologio quando un amico ha bisogno di me; l’amicizia è un dono meraviglioso e mi ha salvato la vita.

Mi piace leggere, lasciarmi rapire dai notturni di Chopin e riempirmi con un bel film.


Adoro il fuoco, la fiamma viva, il calore che mi trasmette. Amo viaggiare e vivere le emozioni della natura, dell’arte e degli incontri inattesi. Quando posso fuggo all’isola d’Elba dove, nell’incedere lento e potente del mare, mi rigenero.



Non mi annoio mai, trovo che il semplice esistere nel presente sia entusiasmante.

Non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto di lavoro.

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Il bisogno di essere amati

è solo una cattiva interpretazione della profonda voglia

di essere amore

Luca D'Alessandro

 

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Inviato da il in NUOVI ORIZZONTI

“Oggi noi sappiamo che l’uomo è essenzialmente un essere di luce. E la scienza moderna della fotobiologia ce ne sta fornendo le prove. Nel campo della salute le implicazioni sono enormi. Adesso sappiamo, per esempio, che la luce può generare, o arrestare, delle reazioni a catena nelle cellule, e che il danno genetico cellulare può essere virtualmente riparato , nel giro di alcune ore, da deboli fasci di luce.”
Fritz Albert Popp

Fritz Albert Popp è un grande scienziato tedesco che ha fatto scoperte sensazionali che ruotano attorno alla teoria dei BIOFOTONI, nata dal biofisico tedesco Prof. Fritz Albert Popp, sulle tracce di un intuizione ardita di circa 70 anni fa del biologo russo Alexander Gurwitsch, offre la credibile interpretazione, suffragata oramai da molteplici esperimenti, del fatto che l’evento biologico primario alla base della vita e anche delle alterazioni che portano alla malattia, è un evento fisico di natura elettromagnetica.!Nel 1922 Gurwitsch fece una scoperta pionieristica mettendo due giovani radici di cipolle una vicino all’altra.
Le cellule di una cipolla si divisero in modo particolarmente intenso proprio nel punto verso il quale era orientata la punta della seconda radice.

Il fenomeno non si manifestava quando i due bulbi erano separati da una lastra di vetro che assorbiva i raggi ultravioletti.

Gurwitsch suppose che le cipolle emanassero una radiazione fino ad allora sconosciuta.

Solo 50 anni dopo il biofisico tedesco Albert Popp e il suo gruppo di ricercatori furono in grado di confermare con i loro esperimenti questa supposizione.

Le cellule di esseri umani, di animali e di piante, emanano veramente luce, i cosiddetti BIOFOTONI, sotto forma di “Quanti Energetici”, che le mette in grado di scambiare informazioni anche a lunga distanza.

Questo scambio d’informazioni venne documentato da un ulteriore esperimento, molto sim ile a quello di Gurwitsch.

Due bicchieri di sangue fresco di maiale vennero messi uno accanto all’altro.

In un bicchiere venne instillato un agente patogeno e il sangue reagì producendo anticorpi.

Sorprendentemente più tardi si poté osservare in laboratorio che anche il sangue nel secondo bicchiere aveva prodotto anticorpi, benché non vi fosse stato aggiunto alcun agente patogeno.

Ripetendo l’esperimento ponendo una lastra che non lasciava passare la luce tra i due bicchieri, non si riscontrò alcuna produzione di anticorpi nel secondo bicchiere.

Il termine “biofotoni” indica quindi l’emissione di energia - (più precisamente “quanti energetici”) che si propaga alla velocità della luce - da parte dei sistemi viventi.

Ogni cellula emette segnali specifici, con caratteristiche proprie e di quelle del tessuto di cui fa parte.

Secondo Albert Popp, queste emissioni regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e controllano tutti i processi biochimici.

Che la luce sia veramente la base della trasmissione di segnali, è stato confermato senza alcun dubbio nel 1976 tramite fotorivelatori (detektor) sensibili, i cosiddetti fotomoltiplicatori.

Il supporto più importante dell’irradiamento di biofotoni è il DNA, l’acido desossiribonucleico, una parte costituente della cellula, in cui sono contenute le informazioni genetiche (cromosomi) di un sistema biologico.

Il DNA consiste in dieci miliardi di molecole, che formano una spirale: esso contiene tutte le informazioni biologiche che fanno di un essere ciò che è.

Quindi il DNA è una specie di “antenna elettromagnetica” che, funzionando da stazione ricetrasmittente, assimila informazioni, per inoltrarlenelle nostre cellule, guidando ogni processo cellulare sia che giunga dall’interno e sia che giunga dall’esterno.

NDR—(RICORDATEVI DI QUESTI PASSAGGI PERCHE’ SARANNO FONDAMENTALI PER CAPIRE I DANNI DELLO SMOG ELETTROMAGNTICO CHE VEDREMO PIU’ AVANTI)

L’intensità di questa luce è certo estremamente minima, paragonabile a quella di una candela posta a 20 chilometri di distanza, in compenso però essa possiede una qualità che la predispone ad essere trasmettitrice di informazioni.

La sua irradiazione non è infatti caotica, bensì costituita da vibrazioni stabili come la luce del laser.

Il termine specifico della fisica per l’alto grado di ordine di questa onda di luce è “coerenza”.

Secondo Popp, l’energia elettromagnetica gioca un ruolo fondamentale nella sfera biologica dei Viventi.

Anche Heinsenberg, (Premio Nobel per la Fisica), afferma che l’energia elettromagnetica è l’energia elementare dalla quale dipende tutta la vita dell’organismo vivente poiché capace di modificare l’energia cinetica a livello atomico e molecolare.

La loro esistenza (emissione) ormai comprovata e dimostrata (specie dalle unghie delle mani e dei piedi) ci consente di comprendere l’elevato passaggio d’informazioni dentro la cellula e tra cellule e cellule, informazioni indispensabili per avviare i processi del metabolismo, quelli della crescita e della differenziazione cellulare.

I biofotoni così rappresentano, nell’ambito della cellula e dei rapporti intracellulari, un vero e proprio linguaggio per la trasmissione in codice delle suddette informazioni.

Anche i processi enzimatici, essenziali per la dinamica del buon funzionamento della cellula, sono guidati dai segnali elettromagnetici.

LA VITA
Il corpo umano cerca di vivere sempre in costante condizione di equilibrio, e questo equilibrio è mantenuto soprattutto dall’energia elettromagnetica prodotta dalle cellule del nostro organismo.

Essa è necessaria per far funzionare bene le varie parti della cellula, le cellule di uno stesso organo e quindi i vari organi di uno stesso sistema vivente.

Le cellule di uno stesso organo, per il fatto stesso che hanno identica composizione molecolare, comunicano ed interagiscono utilizzando tutte uno stesso segnale elettromagnetico che si propaga facendole “vibrare” con lo stesso tipo di frequenza che le fa entrare in risonanza tra loro.

Le conoscenze del codice genetico e della scienza chimica classica non sono sufficienti per rendere chiara la complessità dei processi metabolici.

Infatti il nostro organismo è in grado di equilibrare con stupefacente precisione la varietà dell’offerta di nutrimento messagli a disposizione escegliere o trasformare proprio quelle sostanze di cui ha bisogno per rimpiazzare le cellule morte.

Come coordinano le cellule la loro attività allo scopo di mantenere l’intero organismo, considerando il variare degli influssi esterni?

Come può accadere che in ogni cellula abbiano luogo ogni secondo centomila processi chimici, esattamente coordinati tra loro e attraverso i quali, tra l’altro, vengono create nel nostro corpo giornalmente centinaia di miliardi di nuove cellule.

Anche se siamo ancora molto lontani dal capire quest’enorme miracolo, possiamo accettare per scontato che affinché esso avvenga, sia necessaria una rete di informazioni che funzioni con assoluta precisione.

Le scoperte di Popp cambiano anche il nostro punto di vista attuale riguardo ai generi alimentari, dato che alla fin fine, noi esseri umani non saremmo né vegetariani, né carnivori e né magiatutto, bens’ esseri che assorbono luce.

Secondo Popp, l’energia che noi otteniamo dall’alimentazione è proprio l’energia della luce del sole, immagazzinata dalle piante e dagli animali.

LA MALATTIA
Tutti gli organismi viventi irradiano un debole ma permanente flusso di luce, la cui intensità spazia dalla luce visibile all’ultravioletto.

L’emissione di questi biofotoni è correlata a tutte le funzioni fisiologiche.

Le cellule sane emettono oscillazioni ordinate di luce, mentre le cellule malate producono oscillazioni non ordinate.

Maggiore è il disturbo, tanto più caotica è l’emissione di luce.

Oscillazioni caotiche di luce non trasmettono più informazioni corrette alle cellule vicine in quel momento, così allo stesso modo anche le reazioni biochimiche non funzionano più.

Perciò si possono sviluppare sintomi di malattia.

La malattia appare sempre di più come un’interruzione (operata da batteri, virus, funghi, parassiti, sostanze inquinanti o tossiche, che nel loro complesso vengono chiamate “tossine”) delle linee di comunicazione biofotoniche all’interno dell’organismo.

Bisogna notare che tali comunicazioni possiedono una grande velocità, consentendo un coordinamento praticamente istantaneo fra le varie parti dell’organismo.

Le tossine, interrompendo le linee di comunicazione, impediscono lo scambio di informazioni del tutto o in parte; ciò conduce dapprima adun’alterazione elettrica della cellula (ogni cellula del corpo possiede un potenziale di membrana attorno ai 75 mV) che si può rilevare con i metodi bioelettronici; successivamente si produce un’alterazione chimica, che si può rivelare con l’esame del sangue e delle urine; e infine compaiono i sintomi della malattia.

Qualsiasi disordine, disturbo o rottura nel flusso di energia causato attraverso un trauma fisico o psichico, porta alla perdita o ad unaprogressiva modifica dell’informazione ai recettori delle cellule e questo è il primo stadio della malattia.

Gli impulsi di comando non arrivano più corretti e con forza sufficiente alle cellule, agli organi e ai sistemi. Le difese immunitarie vengono indebolite.

La battaglia interna contro i batteri, i virus e i parassiti non avviene più in modo ottimale.

IL BENESSERE
Senza luce per le cellule non è possibile alcuna vita. Nel corpo in ogni minuto muoiono e nascono 100 milioni di cellule.

La comunicazione non conosce alcuna interruzione.

Ogni cellula riceve migliaia di messaggi al secondo.

L’informazione si espande ad altissima velocità.

Sappiamo che queste informazioni hanno la forma della luce e nelle nostre cellule vengono ricevute ed inviate da un’antenna“, che è rappresentata dal DNA.

La sua doppia struttura ad elica lo rende un’antenna per tutte le direzioni, ciò significa che in qualsiasi posizione l’irradiamento dei fotoni cade in modo ottimale.

Per molti motivi già citati siamo sottoposti tuttavia continuamente ad attacchi elettromagnetici che non sono di natura fisiologica.

Come conseguenza alcune delle nostre „antenne“ non sono più in grado di ricevere interamente le informazioni, che garantiscono nella loro totalità il lavoro armonico del meraviglioso sistema precedentemente descritto.

Se si trasmette luce a queste cellule deboli, esse vengono stimolate alla rigenerazione.

L’arricchimento e la qualità (frequenza) attraverso i fotoni sono quindi essenzialmente decisivi per far sì che una cellula e/o un insieme di cellule/organismo possa adempiere i propri compiti.

Diventa così importante inviare alle cellule “messaggi di salute”, “ricordare” alle cellule il loro linguaggio, per poter riattivare il loro metabolismo e le emissioni che esse sono capaci di produrre in uno stato di salute e di equilibrio.

Si possono perciò inviare all’organismo queste “informazioni guida”, sottoforma di quanti di energia luce-fotoni di modo che esso raggiunga di nuovo il suo equilibrio e in quel modo a tutte le cellule viene restituita la possibilità di soddisfare in modo ottimale i compiti a loro assegnati.

Grazie allo studio dei biofotoni si sono potute verificare antiche tecniche di guarigione, e altre si potranno verificare, come l’agopuntura.

Infatti si e visto che i punti cutanei corrispondenti ai punti di agopuntura hanno una resistività elettrica inferiore rispetto alle altre porzioni della pelle, cioè ostacolano meno il passaggio di correnti elettriche.

Gli stessi punti sono stati studiati contando i biofotoni, e si é constatato che l’emissione di biofotoni é maggiore proprio in corrispondenza dei punti di agopuntura.

Un fotone singolo può teoricamente regolare tutto il cambio di materia di una cellula, presupposto che agisca sempre nel momento giusto al posto giusto e che la cellula abbia ancora sufficienti recettori per l’auto-cura.

La teoria dei biofotoni apre quindi la strada alla soluzione di tanti quesiti, ai quali finora la Biochimica medica non aveva saputo dare risposta, ed apre la strada alla prospettiva di utilizzare terapie diverse da quelle utilizzate dalla medicina ufficiale (allopatica).

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Quando ho cominciato ad amarmi...davvero... ho capito com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno

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Inviato da il in RAGGIUNGERE IL SOGNO
www.biancabrotto.it
 
Nell’immediato dopoguerra, in un negozio di scarpe nel cuore della Milano dei navigli, gli avventori sono gli ignari, potenziali protagonisti di un incontro che potrà cambiare la loro vita.

Mentre i clienti provano le calzature fatte a mano da Ruben, il proprietario del negozio, costui, in uno specchio antichissimo e dalle origini sconosciute, riesce a vedere riflesse scene della loro vita passata o futura.

Forte di questo dono, Ruben, nel tentativo di modificare il corso degli eventi, interagisce con i clienti senza mai scoprirsi.

Finché, in un pomeriggio di ottobre del 1955, nel negozio entra un bambino di cinque anni…

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Dentro le scarpe è un romanzo intriso di realismo magico, che affronta con uno sguardo intenso, ma al contempo scanzonato, i temi fondamentali dell’esistenza, a cominciare dall’amore e dalla morte, e il modo in cui fluiscono nella vita dell’uomo attraverso i fili imperscrutabili del destino.

    Quando Ruben eredita l’attività di calzolaio sui Navigli milanesi, dopo la scomparsa del precedente Maestro, sa che quello è il suo ineludibile futuro: diventare a sua volta il Maestro e, attraverso uno specchio – antichissimo, eterno, forse – leggere il passato e il futuro dei clienti che entrano nel suo negozio, per provare a incidere sulle loro esistenze.

  Nel corso degli anni, la piccola bottega accoglierà un variopinto campionario di umanità: individui dalle sorti spesso avverse che a volte si incroceranno e non di rado –  ma non sempre – Ruben riuscirà a salvare.

Le storie dei vari personaggi, accomunati dal medesimo incontro, si intrecciano con le vite del protagonista e del suo successore in un arco temporale che va dal 1950 al 1992.




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Non permettere a te stesso di cadere nella trappola del dolore e della sofferenza.
Se ti senti non amato o tradito da qualcuno, non cadere nell'abisso per questo motivo.
Tutto l'universo ti ama, l’energia ti ama, così è, anche se ora non riesci a sentire questo amore che è già dentro di te.
Smetti di cercare fuori, non troverai quello che cerchi
Soffri perché cerchi negli altri, ciò che devi imparare a darti da solo.
AMATI
Non ti completi con un altro, ma con te stesso e con l’energia che ti circonda.
Quando sarai completo, non incontrerai o attrarrai più certe situazioni di dolore e sofferenza, non ti serviranno più.
La pace e l’amore saranno sempre nel tuo cuore.

Dorotea G.P.

 

Don’t let you fall into the trap of pain

Don’t let you fall into the trap of pain and suffering.
If you feel unloved or betrayed by someone, do not fall into the abyss for this reason.
All the universe loves you, energy loves you, so it is, even if now you can not feel this love that is already in you.
Stop looking outside, you will not find what you are looking for
You are suffering because you’re asking someone else what you shall learn to get by yourself.
LOVE YOURSELF
You are not filling yourself with someone, but with yourself and the energy that surrounds you.
When you're full, you’ll never meet or attract situations of pain and suffering, you do not deserve them anymore.
Peace and love will always be in your heart.

Dorotea G.P.

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  • paoLETTA
    paoLETTA dice #
    sono passata da qui e mi sono sentita in un posto confortevole grazie

Inviato da il in RAGGIUNGERE IL SOGNO

Osho Zen
La responsabilità è tua.

 Osho : La gente spesso mi fa sentire stupida. C'è un modo di cambiare questa situazione?

 La mente comune getta sempre la responsabilità su qualcun altro. È sempre l’altro che ti fa soffrire. Sono tua moglie, tuo marito, i tuoi genitori, i tuoi bambini che ti fanno soffrire, oppure è il sistema economico della società, il capitalismo, il comunismo, il fascismo, l’ideologia politica dominante, la struttura sociale oppure sono il fato, il karma, Dio… qualsiasi nome ti venga in mente!

 La gente ha milioni di modi per evitare la responsabilità. Ma nel momento in cui dici che qualcun altro – x, y, z – ti fa soffrire, allora non puoi fare nulla per cambiare. Cosa potresti fare? Quando la società cambierà e ci sarà il comunismo e ci sarà un mondo senza classi, allora tutti saranno felici. Prima non è possibile. Come puoi essere felice in una società povera? E come puoi essere felice in una società dominata dal capitalismo? Come puoi essere felice in una società burocratica? Come puoi essere felice in una società che non ti permette di essere libero?

 Scuse, scuse e scuse – sono scuse per evitare la semplice osservazione che: “Io sono responsabile di me stesso. Nessun altro è responsabile per me; la responsabilità è assolutamente e completamente mia. Qualsiasi cosa io sia, sono io che l’ho creata.” Questo è il significato del sutra:

 Riduci tutte le responsabilità a uno.

 E quell’uno sei tu. Quando avviene questa comprensione:

 Io sono responsabile della mia vita – della mia sofferenza, del mio dolore, di tutto ciò che mi è accaduto e che mi accade – io ho scelto che sia così; questi sono i semi che ho seminato e ora ne sto raccogliendo i frutti; io sono responsabile – una volta che questa intuizione diventa per te una comprensione naturale, tutto il resto è semplice. Allora la vita comincia a prendere una nuova svolta, si muove in una nuova dimensione. Questa dimensione è conversione, rivoluzione, mutamento – perché quando so di essere il responsabile, so anche di poter cambiare in qualsiasi momento decida di farlo. Nessuno può impedirmelo.

 Qualcuno può forse impedirti di abbandonare la tua infelicità, di trasformare la tua infelicità in beatitudine? Nessuno. Persino se sei chiuso in una cella, incatenato, imprigionato, nessuno può imprigionare te; la tua anima resta comunque libera. Naturalmente vivi in un contesto estremamente limitato, ma persino in quella situazione limitata puoi cantare. Puoi o piangere lacrime di impotenza o cantare. Persino con le catene ai piedi puoi danzare; persino il suono delle catene potrà essere una melodia.

 Il sutra successivo: Sii grato a tutti.

 Atisha è davvero estremamente scientifico. Prima dice: prendi l’intera responsabilità su di te. In secondo luogo dice: sii grato a tutti. Ora che nessuno è responsabile della tua infelicità tranne te – se tutto è una tua creazione, cosa resta?

 Sii grato a tutti.

 Perché tutti stanno creando uno spazio nel quale puoi trasformarti – persino coloro che credono di ostacolarti, persino coloro che pensano di essere tuoi nemici. I tuoi amici, i tuoi nemici, la brava gente e la gente cattiva, le circostanze favorevoli, le circostanze sfavorevoli – tutto sta creando il contesto nel quale puoi trasformarti e diventare un buddha. Sii grato a tutti: a coloro che ti hanno aiutato, a coloro che hanno creato impedimenti, a coloro che ti sono stati indifferenti. Sii grato a tutti, perché tutti insieme stanno creando il contesto in cui può nascere un buddha, in cui tu puoi diventare un buddha.
 OSHO

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Sai cosa si fa quando non se ne può più?

Si cambia.

Alberto Moravia

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You know what we do when we have had enough?

We change.

Alberto Moravia

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Inviato da il in PAROLE BELLE
E tu mi chiedi cosa sia un rimpianto con una parola? È la parola: – Peccato!

Perché prima o poi dimentichi il profumo svanito degli amori finiti.

Quel che rimane è l’odore pungente del mai vissuto.

È il pensiero di aver avuto accanto la felicità e di essersela lasciata sfuggire dalle mani, per gli occhi avvelenati sempre da ieri e mai dissetati da nuovi domani_

(Massimo Bisotti)

 

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Inviato da il in PAROLE BELLE

Non importa cosa contiene il momento presente,

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Inviato da il in PAROLE BELLE

L’uomo finge continuamente di essere quello che non è; è un modo per nascondere se stesso.
Chi è brutto cerca di sembrare bello, chi è preda di angosce cerca di sembrare felice, chi non sa niente cerca di dimostrare di sapere tutto. E le cose vanno avanti in questo modo. Se non diventi consapevole dei tre idioti che sono in te, non diventerai mai un saggio. È superando i tre idioti che si diventa realmente saggi.

Tutte le esperienze spirituali non sono altro che condizionamenti che la società ti ha dato. Non ti affidare troppo a queste cose, perché la morte ti costringerà a comprendere che hai vissuto una vita falsa… che l’occasione è andata perduta. Renditi conto che non hai nulla. Una volta compreso che non hai nulla, la paura scompare, perché è sempre una componente della convinzione di possedere qualcosa che può essere perduto: da qui viene la paura.

Quando realizzi il fatto che non sai nulla, che sei cieco, che non sai vedere… Questo è il primo passo verso la saggezza: capire che non sei saggio, capire che nessun trucco per nascondere questo fatto potrà esserti d’aiuto. Uno che capisce di essere ignorante è già sul sentiero. Uno che capisce di essere povero è già sul sentiero che porta al regno di Dio, il vero tesoro. Uno che capisce di essere cieco… i suoi occhi si stanno già aprendo. Uno che capisce di essere sordo prima o poi acquisterà la capacità di sentire e allora conoscerà la musica, la musica dell’esistenza.

Non cercare di creare l’opposto. Piuttosto, conosci l’intima qualità del tuo essere. Non la nascondere, spalancala al cielo. Se la nascondi, l’incoraggi, perché nell’oscurità essa cresce, e diventa sempre più grande, fino ad assumere proporzioni infinite. Spalancala alla luce, al cielo, all’aria ed essa muore… perché non può vivere nella luce. L’ignoranza è come le radici di un albero: se le esponi, muoiono, perché non possono sopravvivere alla luce. Esse vivono nell’oscurità, non possono sopravvivere all’aria pura.

Ma se ti nascondi, le aiuti a crescere. Ricordati questo: qualsiasi cosa tu senta dentro, non cercare di nasconderla, perché essa può essere nascosta solo dal suo opposto. E allora sarai sempre diviso, non sarai mai intero, non sarai mai in armonia. E soltanto la più profonda armonia interiore può conoscere l’armonia dell’universo.

Osho
Capitolo 5° da:la vera saggezza

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Un esercizio consiste nel mettersi nudi davanti allo specchio e vedersi belli.
Provateci almeno una volta. Vi mettete davanti allo specchio, vi guardate e osservate come vi sentite, semplicemente. Perché come vi sentite voi, così vi vedono gli altri, quindi se voi vi sentite bene, vi stimate e vi amate davanti a uno specchio mentre siete nudi, gli altri non possono fare altrimenti.
 Sto usando l’espressione “non possono fare altrimenti” perché la realtà è costretta a seguirvi.


La realtà esterna non ha una volontà sua.
Non esiste un mondo fuori di me che possiede una volontà sua e che mi colpisce quando vuole.
La realtà esterna è solo un prolungamento della mia psicologia, per cui non può che re-agire a ciò che io sono e a come io cambio.


 Non si tratta di una filosofia, ma è proprio il modo in cui è costruito questo mondo, questa Matrix, questo colorato ologramma.


Il mondo esterno, i famosi altri, non prende mai iniziative, ma si limita a reagire a ciò che mi accade, anche se la maggior parte delle volte lo faccio inconsciamente, per cui non so mai cosa mi accadrà domani.
Ma che io lo possa prevedere o meno, resta il fatto che il mondo può solo re-agire a quello che io sono interiormente. Se io cambio, il mondo cambia.


Se ho un senso di colpa, incontro qualcuno che si comporta in maniera tale da farlo emergere.
Se dentro di me ho della rabbia latente, incontro qualcuno che la fa emergere.

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Legge di Attrazione
Come realizzare i nostri desideri

Questo post riprende il discordo già iniziato in quest’altro articolo: http://www.campoquantico.it/wordpress/avere-fede-ecco-lingrediente-segreto/>, dove ho evidenziato l’importanza della fede nell’atto di chiedere all’Universo l’oggetto dei nostri desideri.

In quell’articolo però uno dei concetti più importanti è stato solo accennato, e forse non ha ricevuto l’attenzione che meritava. Desidero allora riprendere il discorso per approfondire quello che secondo me è uno degli ingredienti indispensabili per chiedere all’Universo in maniera efficace.

In “Conversazioni con Dio”, Neal Donald Walsch spiega, attraverso le parole di Dio, che non possiamo avere ciò che desideriamo. Il concetto che sta alla base di questa affermazione è che se desideriamo qualcosa, ne stiamo di fatto denunciando la mancanza. E l’Universo che fa? Semplice, obbedisce alla nostra affermazione, mandandoci altra… mancanza.

Se la cosa vi sembra strana, va chiarito subito qual’è il meccanismo principale con cui noi creiamo la realtà, capito il quale possiamo sicuramente chiedere all’Universo con la massima efficacia.
Chiedere all’Universo qualcosa significa vibrare della stessa energia.

Nell’Universo tutto è energia. Tutto, anche la tastiera del computer che avete davanti e la sedia su cui siete seduti. L’energia si manifesta attraverso campi di forza (sto semplificando) che vibrano ad una certa frequenza.
I nostri pensieri vibrano anch’essi, dato che il pensiero è a sua volta una forma di energia.
Ebbene, le vibrazioni del nostro pensiero, attraverso il nostro subconscio, vengono irradiate all’esterno, e così attirano altre energie (cioè oggetto o eventi) che vibrano alla stessa frequenza.

In altre parole, per chiedere all’Universo una villa con piscina dovete emettere una vibrazione corrispondente. Ma attenzione. Non dovete emettere la vibrazione della villa con piscina, bensì (prendete nota) la vibrazione del possedere una villa con piscina.

Capita la differenza? E’ tutto lì il trucco.
In altre parole, se provate a chiedere all’Universo semplicemente pensando e immaginando una villa con piscina, difficilmente la otterrete. Dovete invece immaginare, anzi sentire di possedere una villa con piscina.
E’ la vibrazione del possesso che vi va diventare possessori di quel bene.

Dovete diventare ricchi dentro prima di diventarlo anche materialmente, ma questo lo avete già sentito dire altre mille volte. Ora sapete anche perché.

Nel precedente articolo avevo detto che tale vibrazione la si può ottenere solo con la fede di aver già ottenuto quel bene, e dicevo anche che è difficilissimo sentire dentro tale fede ogni volta che ci accingiamo a chiedere all’Universo.

La soluzione esiste, ed è proprio descritta da Dio nel libro di N. Donald Walsch.
Dio suggerisce all’autore di usare la preghiera in un modo diverso rispetto a quello che usiamo fare comunemente.
La preghiera non deve essere l’atto di chiedere all’Universo qualcosa, ma deve essere invece un momento di ringraziamento per aver già ricevuto quel qualcosa.

Chi comprende questa differenza ha in mano le chiavi della sua vita. Dimentichiamo quello che ci hanno sempre insegnato, e cioè che la preghiera deve essere un atto di supplica al Signore.
Il vero significato della preghiera è andato perduto nei secoli, ma ora siamo in grado di riconquistare la consapevolezza riguardo la modalità di utilizzare questo utilissimo strumento.

La preghiera quindi non deve mai essere un atto di supplica, bensì un atto di ringraziamento. Chi conosce il nostro vero potere e la nostra unione indissolubile con tutto l’Universo, sa che qualsiasi preghiera viene esaudita senza errore alcuno. Ricordate che con la preghiera ci rivolgiamo al potere che è in grado di creare interi Mondi. Pensate non sia in grado di materializzare una banale villa con piscina?

Allora invece di chiedere all’Universo, ringraziate quella enorme Potenza che è sempre al vostro servizio per aver già esaudito il vostro desiderio. Tutto è già lì, lo è sempre stato, dovete solo andare a prenderlo.
E allora fate all’Universo una dichiarazione di gratitudine per quello che è com’è.

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Inviato da il in PAROLE BELLE

Fino a che la tua sofferenza emozionale è parte del senso di chi sei, del tuo Sé, resisterai o saboterai inconsapevolmente qualunque tentativo di guarirla.
Quando fai della sofferenza una identità, non te ne potrai liberare.
Anche se vedere d’improvviso che sei o che sei stato attaccato alla sofferenza può essere scioccante, nel momento in cui te ne rendi conto, hai spezzato l’attaccamento.

Eckhart Tolle – Il potere di adesso

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Inviato da il in NUOVI ORIZZONTI

 
l cancro è un fenomeno naturale. Si può convivere e può autoguarirsi. Lo conferma una ricerca svizzera
By Edoardo Capuano - Posted on 04 gennaio 2014

E se con il cancro si potesse convivere?

La domanda suona provocatoria, ma la risposta è affascinante: sì.

Volete le prove?

Durante l'8° Congresso nazionale di medicina omeopatica di Verona (1), tenutosi nel novembre 2008, sono stati presentati i risultati di autopsie eseguite in Svizzera su cadaveri di persone morte non per malattia – per esempio, in un incidente stradale – e il loro esito ha comprovato che molte di loro avevano uno o più tumori, ma non sapevano di averli.

In questa specifica indagine è risultato qualcosa di sconvolgente:

Il 38% delle donne (tra i 40 e 50 anni) presentavano un tumore (in situ) al seno;

Il 48% degli uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla prostata;

Il 100% delle donne e uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla tiroide.

Con tumore in situ s’intende un tumore chiuso, chiuso nella sua capsula, non invasivo che può rimanere in questo stadio per molto tempo e anche regredire.

Che di tumore si può anche non morire, lo conferma anche lo psicologo clinico e sociale Luigi De Marchi, autore di numerosi saggi conosciuti a livello internazionale: «Non è una rarità che, nelle autopsie sui cadaveri di vecchi contadini delle nostre valli più sperdute, ho trovato tumori regrediti e neutralizzati naturalmente dall’organismo: era tutta gente che era guarita da sola del suo tumore ed era poi morta per altre cause, del tutto indipendenti dalla patologia tumorale».

Esponendo i suoi dubbi sull’utilità delle diagnosi e delle terapie antitumorali, De Marchi (2) afferma: «Se la tanto conclamata diffusione delle patologie cancerose negli ultimi decenni in tutto l’Occidente avanzato fosse solo un’illusione ottica, prodotta dalla diffusione delle diagnosi precoci di tumori che un tempo passavano inosservati e regredivano naturalmente? E se il tanto conclamato incremento della mortalità da cancro fosse solo il risultato sia dell’angoscia di morte prodotta dalle diagnosi precoci e dal clima terrorizzante degli ospedali, sia della debilitazione e intossicazione del paziente prodotte dalle terapie invasive, traumatizzanti e tossiche della Medicina ufficiale? Insomma, se fosse il risultato del blocco che l’angoscia della diagnosi e i danni delle terapie impongono ai processi naturali di regressione e guarigione dei tumori?».

Di certo, sappiamo che nel corso della vita è “normale” sviluppare tumori, la stessa Medicina sa bene che sono migliaia le cellule tumorali prodotte ogni giorno dall’organismo. Queste, poi, vengono distrutte e/o fagocitate dal Sistema Immunitario, se l’organismo funziona correttamente.

Molti tumori possono addirittura regredire, se la nostra energia vitale risanatrice (la Vis Medicratix Naturae) è libera di agire.

Ma cosa succede al meccanismo vitale di autoguarigione, se dopo una diagnosi di cancro la vita viene letteralmente sconvolta dalla notizia del male? Succede che viene data forza alla malattia piuttosto che alla possibilità di guarigione. E siccome la Fisica Quantistica ci insegna che l'osservatore cambia l'osservatoe che la nostra realtà dipende dalla “possibilità” che scegliamo all'interno del campo, ecco che il tumore ne esce rafforzato.

Inoltre, a livello biochimico, non bisogna dimenticarsi che la chemioterapia distrugge tutte le cellule che si duplicano velocemente, come quelle cancerose, ma anche come quelle del sistema immunitario. Ecco che quindi la chemio elimina sì le cellule malate, ma anche quelle che dovrebbero farci guarire. Infatti, nei migliori dei casi, la chemio potrà contrastare l'80% del tumore, e il restante 20% sarà debellato sempre e solo dal nostro organismo. Sottoporsi a una seduta di chemio non è quindi sempre così vantaggioso, soprattutto alla luce del fatto che oggi è risaputo che i chemioterapici sono loro stessi concausa nello sviluppo dei tumori.

Qualche esempio?

Una vasta ricerca condotta per 23 anni dal prof. Hardin B. Jones, fisiologo dell’Università della California, oltre a denunciare l’uso di statistiche falsate, provò che i malati di tumore che NON si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia) sopravvivono più a lungo o almeno quanto coloro che ricevono queste terapie. (3)

Il prof. Jones ha dimostrato che le donne malate di cancro alla mammella che hanno rifiutato le terapie convenzionali hanno mostrato una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete. (4)

Un’altra ricerca pubblicata su The Lancet del 13/12/1975 (che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi), dimostra che la vita media di quelli trattati con chemioterapia è stata di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 120 giorni. (5)

Su questo blog, non vogliamo spingervi a rifiutare di sottoporvi agli esami, agli screening e ai trattamenti oncologici ufficiali, ma intendiamo fornire semplicemente delle informazioni che normalmente vengono oscurate, e che invece potrebbero aiutare la scelta terapeutica di una persona.

Va sottolineato, infatti, che gli studi parlano di tumori “in situ”, cioè senza metastasi. Se il tumore è localizzato, il sistema immunitario del nostro corpo ha ancora tutte le risorse per poterlo controllare, farlo regredire o addirittura debellare del tutto. Questo perché le cellule impazzite del cancro sono semplicemente cellule che hanno ricevuto un errore informazionale e che, quindi, hanno smesso di funzionare correttamente. Dando loro le giuste informazioni, esse possono ristabilire la loro corretta funzionalità. La nostra forza vitale opera esattamente in questo modo: corregge gli errori informazionali che il nostro corpo riceve quando è sottoposto quotidianamente a diversi tipi di stress.

Il Dr. Marco Fincati, ideatore del Metodo RQI, parte proprio da questi principi per ripristinare nel corpo i corretti flussi di energia, attraverso tre soluzioni che affrontano i tre livelli della nostra persona (materia, energia e spirito) e che debellano i diversi tipi di stress (squilibri dei cinque elementi, tossine, elettrosmog, stress emotivo) che, più o meno consapevolmente, rischiamo di subire.

«Ogni cellula malata è una cellula che non riceve amore. Infatti, in situazioni di stress, il nostro corpo attiva il sistema simpatico, un meccanismo di protezione. È la paura che attiva il nostro sistema simpatico. Spesso, nella società moderna, a causa di paure generate da credenze limitanti, lo attiviamo più del necessario. In questo modo, inibiamo il sistema parasimpatico che, al contrario, è il meccanismo di crescita e sviluppo del nostro corpo che ci permette di rimanere sempre in uno stato di perfetto equilibrio e benessere. Quando siamo in parasimpatico siamo in amore e le nostre cellule ricevono tutte le giuste informazioni per mantenersi in buona salute».

Come la psicologia, le malattie psicosomatiche e le guarigioni spontanee confermano, tutti i comandi che il nostro copro riceve partono dalla nostra mente. Ma non da quella conscia: il 95% è infatti controllato dal nostro subconscio. Il problema, è che oggi facciamo fatica a mettere in comunicazione tra loro i nostri due pensieri, conscio e inconscio. Il Metodo RQI, attraverso un approccio scientifico e test kinesiologici, ci insegna a comunicare con l'inconscio e a diventare consapevoli dei meccanismi che sostengono la nostra vita.

Fonti:

(1) Conferenza “Medicalizzazione della vita e comunicazione sanitaria” del Dottor Gianfranco Domenighetti – già Direttore sanitario del Canton Ticino – tenuta il 22 novembre 2008 al VIII° Congresso nazionale di medicina omeopatica di Verona.

(2) Medicina kaput col mito del placebo?, Luigi De Marchi www.luigidemarchi.it/innovazioni/educazione/articoli/01_medicinakaput.html

(3) “Il tradimento della medicina”, Alberto Mondini

(4) Idem

(5) Idem

Fonte: metodorqi.blogspot.it

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Stare bene con se stessi :


Stare bene con se stessi è un punto di arrivo, però bisogna partire da una domanda: chi sono io? Nel momento stesso in cui mi rispondo: sono una parte dell'Universo, sono una cellula di un corpo meraviglioso, sono un granellino di sabbia, non sono qui per caso, il più è fatto.

Poiché io non starò bene con me stesso aderendo alla società o ottenendo l'approvazione degli altri, ma quando - assecondando la mia natura, il mio essere che parla attraverso il mio Istinto - saprò intimamente di aver fatto ciò che era giusto fare e sentirò in me tangibile l'Armonia.

Che cosa può disturbare quest'Armonia? Sempre l'occhio della società, sempre l'occhio dell'altro, sempre le aspettative che non ho realizzato e le conseguenti delusioni dopo le mie aspettative fallite. Tutto ciò tende a destabilizzarmi e a non farmi stare bene con me stesso. Star bene con se stessi è uno stato di grazia che deve essere sempre perseguito in quanto abbiamo gli strumenti per stare bene. Quando cerchiamo questi strumenti dobbiamo essere consapevoli di non poterli trovare nella nostra mente o in una tecnica esterna, momentanea: dobbiamo cercarli volendo aderire a noi stessi con la Consapevolezza di essere una parte del Tutto.


Può sembrare un discorso che ruota su se stesso, e in un certo senso lo è, perché se mi identifico nella personalità, se ho delle esigenze sociali, delle aspettative che devono essere soddisfatte, il raggiungimento dello star bene con me stesso passerà attraverso delle modalità sempre suscettibili di alti e bassi, in quanto dipenderò sempre dagli altri, dai risultati che riesco a raggiungere e dall'impatto che ho sull'altro, da come mi guarda l'altro, da come mi giudica: sarò soddisfatto di me quando avrò l'approvazione e insoddisfatto quando non l'avrò.


Se invece mi pongo come un essere energetico che fa tanti esperimenti, senza altro scopo nella mia vita che quello di arrivare a capirmi, allora sarò pago, soddisfatto quando avrò trovato delle risposte prive di aspettative oltre quella di vivere in Armonia. Quest'Armonia sarà tangibile nel momento in cui toglierò dalla mia Vita tutto ciò che è esterno.


L'esteriorità può rappresentare uno stimolo a riflettere ma non deve essere condizionante. Se un'altra persona mi vede diversamente da come mi vedo io non ha automaticamente ragione, ma semplicemente mi incita a riflettere; se dopo la riflessione torno all'idea che avevo di me stesso e che è diversa da quella della persona, devo continuare ad essere me stesso serenamente.

Quindi lo stare bene con noi stessi va oltre l'accettazione degli altri, oltre l'approvazione della società e anche oltre i risultati che raggiungiamo con le nostre azioni: posso avere un risultato assolutamente deludente in campo pratico, ma nel mio agire, nello svolgere quell'evento ho profuso talmente tanta conoscenza di me stesso, tanta intenzionalità giusta, positiva, che alla fine sono più che soddisfatto del risultato energetico, anche quando il risultato pratico dovesse essere deludente.


A questo punto starò comunque bene, pure se agli occhi degli altri potrò sembrare un fallito, un voltagabbana o una persona non affidabile.

FONTE:  taichichuanflavio@hotmail.com

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 Sarebbe bello, con le persone a noi più care, cogliere l'occasione di ogni Natale per fare il punto sulla nostra vita:

Cosa mi ha insegnato la vita quest'anno?
Sono diventata più forte o più debole?
Vedo ancora i problemi con gli stessi occhi dello scorso anno? O forse alcuni sono diventati più leggeri e altri più pesanti?
C'è stato in particolare qualcosa che mi ha stra-volto (volto altrove) lo sguardo? E se c'è stato, ne ho avuto paura e l'ho messo sotto il cuscino, o ne ho fatto un motore che mi sta portando verso nuovi lidi?

Pensa che dono grande sarebbe se ragionassimo sulle nostre vite ad alta voce tutti insieme... Ogni esperienza diventerebbe ricchezza per gli altri.

Questo per me dovrebbe essere il Natale. Occasione di confronto con se stessi in primis, con gli altri poi, per consapevolizzare i risultati raggiunti e ripartire, rinascere, con obiettivi sempre più evoluti.

Buon Natale a tutti,
di cuore!

Bianca
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It would be nice if we take the opportunity of every Christmas, to take stock of our lives with the people we are close to:

What has life taught me this year?
Am I stronger or weaker?
Am I still seeing problems with the last year eyes? Or maybe are some of them lighter and some other heavier now?
Did anything overturned me (turned my gaze over)? And if it’s so, does it scared me and I hided it under the pillow, or I made it an engine that is now taking me to new shores?

Imagine what a great gift would be if we think about our lives out loud and all together ... Any experience would become a value for the others.

This should be Christmas for me. An opportunity for discussion with yourself first, then with the other, to empower the achievements and start again, reborn, with more and more advanced goals.

Merry Christmas to all,
With love!

Bianca

 

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"A tutti i folli. I solitari. I ribelli. Quelli che non si adattano. Quelli che non ci stanno. Quelli che sembrano sempre fuori luogo. Quelli che vedono le cose in modo differente. Quelli che non si adattano alle regole. E non hanno rispetto per lo status quo. Potete essere d'accordo con loro o non essere d'accordo. Li potete glorificare o diffamare. L'unica cosa che non potete fare è ignorarli. Perché cambiano le cose. Spingono la razza umana in avanti. E mentre qualcuno li considera dei folli, noi li consideriamo dei geni. Perché le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo sono coloro che lo cambiano davvero."

Steve Jobs

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