Legge di Attrazione
Come realizzare i nostri desideri

Questo post riprende il discordo già iniziato in quest’altro articolo: http://www.campoquantico.it/wordpress/avere-fede-ecco-lingrediente-segreto/>, dove ho evidenziato l’importanza della fede nell’atto di chiedere all’Universo l’oggetto dei nostri desideri.

In quell’articolo però uno dei concetti più importanti è stato solo accennato, e forse non ha ricevuto l’attenzione che meritava. Desidero allora riprendere il discorso per approfondire quello che secondo me è uno degli ingredienti indispensabili per chiedere all’Universo in maniera efficace.

In “Conversazioni con Dio”, Neal Donald Walsch spiega, attraverso le parole di Dio, che non possiamo avere ciò che desideriamo. Il concetto che sta alla base di questa affermazione è che se desideriamo qualcosa, ne stiamo di fatto denunciando la mancanza. E l’Universo che fa? Semplice, obbedisce alla nostra affermazione, mandandoci altra… mancanza.

Se la cosa vi sembra strana, va chiarito subito qual’è il meccanismo principale con cui noi creiamo la realtà, capito il quale possiamo sicuramente chiedere all’Universo con la massima efficacia.
Chiedere all’Universo qualcosa significa vibrare della stessa energia.

Nell’Universo tutto è energia. Tutto, anche la tastiera del computer che avete davanti e la sedia su cui siete seduti. L’energia si manifesta attraverso campi di forza (sto semplificando) che vibrano ad una certa frequenza.
I nostri pensieri vibrano anch’essi, dato che il pensiero è a sua volta una forma di energia.
Ebbene, le vibrazioni del nostro pensiero, attraverso il nostro subconscio, vengono irradiate all’esterno, e così attirano altre energie (cioè oggetto o eventi) che vibrano alla stessa frequenza.

In altre parole, per chiedere all’Universo una villa con piscina dovete emettere una vibrazione corrispondente. Ma attenzione. Non dovete emettere la vibrazione della villa con piscina, bensì (prendete nota) la vibrazione del possedere una villa con piscina.

Capita la differenza? E’ tutto lì il trucco.
In altre parole, se provate a chiedere all’Universo semplicemente pensando e immaginando una villa con piscina, difficilmente la otterrete. Dovete invece immaginare, anzi sentire di possedere una villa con piscina.
E’ la vibrazione del possesso che vi va diventare possessori di quel bene.

Dovete diventare ricchi dentro prima di diventarlo anche materialmente, ma questo lo avete già sentito dire altre mille volte. Ora sapete anche perché.

Nel precedente articolo avevo detto che tale vibrazione la si può ottenere solo con la fede di aver già ottenuto quel bene, e dicevo anche che è difficilissimo sentire dentro tale fede ogni volta che ci accingiamo a chiedere all’Universo.

La soluzione esiste, ed è proprio descritta da Dio nel libro di N. Donald Walsch.
Dio suggerisce all’autore di usare la preghiera in un modo diverso rispetto a quello che usiamo fare comunemente.
La preghiera non deve essere l’atto di chiedere all’Universo qualcosa, ma deve essere invece un momento di ringraziamento per aver già ricevuto quel qualcosa.

Chi comprende questa differenza ha in mano le chiavi della sua vita. Dimentichiamo quello che ci hanno sempre insegnato, e cioè che la preghiera deve essere un atto di supplica al Signore.
Il vero significato della preghiera è andato perduto nei secoli, ma ora siamo in grado di riconquistare la consapevolezza riguardo la modalità di utilizzare questo utilissimo strumento.

La preghiera quindi non deve mai essere un atto di supplica, bensì un atto di ringraziamento. Chi conosce il nostro vero potere e la nostra unione indissolubile con tutto l’Universo, sa che qualsiasi preghiera viene esaudita senza errore alcuno. Ricordate che con la preghiera ci rivolgiamo al potere che è in grado di creare interi Mondi. Pensate non sia in grado di materializzare una banale villa con piscina?

Allora invece di chiedere all’Universo, ringraziate quella enorme Potenza che è sempre al vostro servizio per aver già esaudito il vostro desiderio. Tutto è già lì, lo è sempre stato, dovete solo andare a prenderlo.
E allora fate all’Universo una dichiarazione di gratitudine per quello che è com’è.