Bianca Brotto
Diffondiamo Bellezza
OSARE IL LANCIO DEL CUORE
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Scorrazzava felice con la sua moto, Luca, grato per il sogno a due ruote che all’alba dei 32 anni aveva coronato. Poi arrivò l’autunno e il ragazzo iniziò ad avere problemi di equilibrio ai quali seguirono dolori agli arti e via via nuovi disagi che il mese scorso, mentre addobbi e lucine annunciavano le festività natalizie, portarono al verdetto: Creutzfeldt Jakob.
La sentenza inappellabile era una malattia neurodegenerativa che gli concedeva poche settimane di vita e due alternative: le cure palliative a casa o l’hospice. “A casa” affermò Teresa senza esitazione.
Nell’arco di pochi giorni Luca si ritrovò allettato, paralizzato e incapace di parlare.
Gli unici movimenti che attualmente gli sono consentiti sono quelli degli occhi e della bocca dalla quale, a fatica, riesce ancora a sorbire cibo liquido amorevolmente preparato dalla madre che gli dice quando aprire le labbra e quando deglutire.
Il giovane, incarcerato in un corpo che non risponde più ai comandi, si rende conto di tutto; Teresa, imprigionata nel dramma, gli vive accanto giorno e notte sempre disponibile, sempre premurosa, sempre di buon umore, volteggiandogli attorno con la leggerezza di chi non mostra il macigno che le sta spappolando il cuore.
Luca osserva il dispiegarsi della fine senza nemmeno poter chiedere per quanto ancora potrà vedere, respirare, esistere in quel corpo, ma la sua voce silente ci esplode dentro e interroga il nostro illuderci di avere ancora tempo per sprecare parole, per giocare con i sentimenti, per essere egoisti, per rincorrere gli abbagli e, soprattutto, per non voler vedere l’avanzare del cerchio della vita che, quando sarà completo, si chiuderà in modo diverso e su misura per ognuno di noi.
Teresa è una lezione d’amore supremo per tutti; non si lamenta, dorme qualche mezz’ora e, quando l’ondata di dolore la travolge, si sfoga di nascosto. Non pensa mai a sé, ma solo a prendersi cura di quel suo unico figlio in ogni possibile modo. Fa il pieno di lui ogni momento attentissima ai suoi occhi, unico strumento di comunicazione.
Non è forse questo, l’amore? Il donarsi incondizionato per alleviare il malessere altrui?
“Ama il prossimo tuo come te stesso” è la strada maestra che parte da sé per arrivare agli altri liberi da mire di possesso o ricompensa, condizione propria di coloro che hanno tagliato il traguardo del “come te stesso”, cuori sazi d’Amore e già nell’ovunque, in-dividui (da indiviso, indivisibile) che nemmeno la morte potrà separare.
Luca e Teresa, oggi, ci stimolano l’uno a godere di ogni respiro, l’altra a rendere più nobile e bella l’esistenza di ogni essere prima che sia troppo tardi, perché solo chi sta per andarsene e chi affianca un morente comprende la preziosità della vita.
Stringiamoci attorno a loro e a tutti i sofferenti con affetto e calore; chi sa amare ci riuscirà facilmente, chi non ne è capace perché abitato dalla paura, potrà solo continuare a nutrirsi della linfa altrui, come un parassita.
D’altronde l’amore non è per i fifoni che sono già quasi del tutto morti, ma per i coraggiosi (da “cor habeo” avere cuore) che osano il lancio del cuore rischiando sì che si spezzi, ma non di accorgersi, un giorno, di non aver mai vissuto.
LIBRO ARRIVATO!
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