Ha la marcia della rabbia sempre innescata Amir, e non può farci nulla perché, quando si sveglia al mattino con il corpo in folle, non si rende conto che l’ira è già lì pronta a mettere la prima. Alla prima occasione.
Se ne fosse consapevole potrebbe imparare a dominare il proprio temperamento permettendo alla sua potenzialità di prevalere nel bene come nel male, scrive Norbert Glas nel quasi introvabile libro «I quattro Temperamenti».
Il rischio per chi non riesce a mantenere salde le redini del proprio essere melanconico, flemmatico, sanguinico o collerico, continua Glas, è di subire passivamente il proprio temperamento senza sfruttarne le potenzialità.
Amir è un collerico e il rancore che gli scorre nelle vene si placa solo quando sta male; è allora che diventa mite e che, spogliatosi dell’armatura collerica, manifesta la meraviglia che è.
Ricordo un giorno in cui la paura gli fece temere la morte imminente: in quel momento le sue parole furono di una bellezza e profondità commoventi. In lui c’erano comprensione e dolcezza, richieste di perdono e il rammarico di non essere riuscito ad elevare l’anima come avrebbe potuto se si fosse giocato la partita diversamente.
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