Giorno uno.
Lia ha il cellulare incastrato fra l’orecchio e la spalla mentre, discutendo con la commercialista, sistema la carta di credito nel portafoglio avanzando al contempo con il carrello della spesa verso l’auto. Un vucumprà le si avvicina sostituendosi a lei nella spinta.
Lia non gli presta attenzione, apre il portellone della monovolume e, mentre impreca al telefono per le esagerate tasse da pagare, si ritrova la spesa caricata nel baule; terminata la chiamata sbatte la portiera e si dirige furente verso la pensilina dei carrelli.
«Tu dare me?» dice l’uomo che la sta seguendo.
«È solo un gettone» sbraita lei mostrandogli il disco di metallo estratto dal carrello.
«Tu dare qualcosa per mangiare?»
«Non ho niente, uso solo la carta» strilla.
