Bianca Brotto

Diffondiamo Bellezza

  • Home
    Home Questo è dove potete trovare tutti i post del blog in tutto il sito.
  • Tags
    Tags Consente di visualizzare un elenco di tag che sono stati utilizzati nel blog.
  • Bloggers
    Bloggers Cerca il tuo blogger preferito da questo sito.

CONVIVERE CON CIÓ CHE CI MUORE DENTRO MENTRE SIAMO ANCORA VIVI

Inviato da il in PAROLE BELLE
  • Dimensione carattere: Maggiore Minore
  • Visite: 1276
  • 0 Commenti
  • Iscriviti a questo post
  • Stampa

Sono pesi nascosti, presenze silenti le morti interiori che gravano sul nostro cuore. Spesso preferiamo ignorarle coprendole di pensieri arruffati, schermi da fissare o emozioni qualsiasi.

Pur di riuscire a stare a galla tra i flutti del destino, vanno bene tutte, le fughe, anche quelle grevi che scaturiscono dalla rabbia e quelle leggere degli appagamenti momentanei.

Ma lentamente, in questo continuo anestetizzarci, i drammi che il nostro inconscio custodisce continuano a percuoterci come onde che si insinuano violente tra le pieghe di un sorriso.

Questi pezzi rotti di noi che la nostra mente pesca nel silenzio di una notte insonne provengono da persona perdute, aspettative tradite, relazioni ustionanti, sogni infranti, lutti indelebili e mentre la bellezza del cielo e della terra ci cinge nel suo abbraccio d’amore sconfinato, noi procediamo sempre più affaticati dalla valigia pesante che continuiamo a trascinarci dietro perché separarcene sembra impossibile.

E allora avanti, giorno dopo giorno, sperando nella cura del tempo che non sempre, tuttavia, è efficace. Alcune lacerazioni esigono più di una semplice attesa: richiedono ascolto, osservazione, delicata accoglienza e, talvolta, il coraggio di lasciarle andare.

È un processo di integrazione.

Non si tratta di guarire in fretta, ma di allenarci con pazienza e compassione a convivere con le parti di noi che si sono spente senza lasciarle morire del tutto, ma rendendole parti vitali della nostra crescita.

Si tratta di imparare a camminare con un fardello sulle spalle trovando un nuovo equilibrio; è un percorso, questo, che richiede tempo e rispetto, ma che ci permette di essere più autentici, più aperti al patire altrui, più consapevoli di ciò che conta davvero e di chi realmente siamo.

Non è facile. Spesso sentiamo di dover mostrare agli altri una maschera rassicurante mentre dentro ci sentiamo smarriti, ma è proprio in questa fragilità che si cela la nostra forza più autentica: il coraggio di essere vulnerabili e di accogliere le ferite come parte dell’esperienza umana.

In questo continuo viaggio tra lacrime e sorrisi impariamo che non siamo solo il nostro passato, ma anche la capacità di reinventarci creando qualcosa di nuovo che origina dai nostri lutti interiori.

Non è un dimenticare, il nostro, ma un trasmutare materia emozionale annaffiando un germoglio che, nato da una terra arida, porta in sé il ricordo di ciò che è stato e la speranza di ciò che potrà essere.

Lungo la strada scopriamo dunque che esistere non significa solo respirare, ma anche accogliere amorevolmente ciò che ci muore dentro mentre siamo ancora vivi coltivando altresì il nostro cuore che ancora pulsa, fragile e potente insieme.

In questa accettazione della nostra storia risiede la vera libertà: la libertà di essere completi anche con le cicatrici invisibili, la libertà di continuare a camminare verso un domani che possiamo ancora creare, la libertà di diventare, nonostante e grazie al nostro soffrire, ciò che siamo destinati ad essere.

 Ti leggo l'articolo QUI

LIBRO RACCOLTA ARTICOLI 2020 - 2025: LINK
#10 gennaio 2026
#GiornaleDiBrescia
LEGGI GLI ALTRI ARTICOLI

0

Amo la vita, sempre, anche quando non la capisco, anche quando soffro, ancor di più quando esplodo di gioia; trovo sia un’avventura straordinaria che si rinnova ogni giorno, al sorgere del sole.


Suono di rado, ma con amore, il pianoforte e canto mentre guido. Non ho tempo per le frequentazioni sterili, ma non guardo l’orologio quando un amico ha bisogno di me; l’amicizia è un dono meraviglioso e mi ha salvato la vita.

Mi piace leggere, lasciarmi rapire dai notturni di Chopin e riempirmi con un bel film.


Adoro il fuoco, la fiamma viva, il calore che mi trasmette. Amo viaggiare e vivere le emozioni della natura, dell’arte e degli incontri inattesi. Quando posso fuggo all’isola d’Elba dove, nell’incedere lento e potente del mare, mi rigenero.



Non mi annoio mai, trovo che il semplice esistere nel presente sia entusiasmante.

Commenti

  • Nessun commento ancora fatto. Sii il primo a inserire un commento

Lascia il tuo commento

Ospite
Ospite Giovedì, 16 Aprile 2026