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Il blog felice
Der Blog vom Glück
The happy blog

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PAROLE BELLE

Inviato da il in PAROLE BELLE

La guarigione comincia quando smetti di percepirti
 come una persona che ha un problema.
 Devi comprendere che ogni ostacolo sul tuo cammino
 ti insegna a diventare più forte
 e a espandere il tuo potere creativo.
 L'ostacolo esiste affinché tu possa creare
 una nuova situazione, la situazione ideale per te.
 Guarigione significa aprire la mente
 a nuove possibilità che prima non vedevi.
 Un altro modo per definirla è con la volontà
 di disimparare i vecchi schemi e crearne di nuovi,
 cosa che gli esseri umani chiamano "volontà di cambiare".
 Fare questo richiede coraggio e determinazione
 e ti costringe a uscire dalla scatola
 che contiene ciò che già conosci;
 questa scatola è la tua prigione e la tua comfort zone.

 Roy Martina

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Inviato da il in PAROLE BELLE

R "Per sapere chi sono io, prima devi sapere chi sei tu. Altrimenti ciò che ignori di te, ciò che non sai o neghi, lo vedrai nell'altro costantemente come una minaccia. Non che sia necessario! È possibile stabilire una relazione molto superficiale. La maggior parte della gente muore così, nella speranza che l'altro cambi, senza sapere che l'altro sei tu."

 D "Questo significa conoscersi?"

 R "Non ci sono altri modi. Si può passare molto tempo insieme, ma questo tempo potrebbe rafforzare un'idea. Il rapporto è con un'immagine, non con una persona.

 D "Da cosa dipende questa immagine"

 R "Dalle speranze e aspettative. Avere qualcuno accanto e non creare immagini passate o speranze future, significa vederlo realmente.
Mi rendo conto, però, non di quanto sia difficile, ma bensì spaventoso. E' terrificante l'idea di non avere più la nostra figurina di riferimento. La persona non è una foto in posa. Terribile presa di coscienza! Si muove, cambia, si contraddice. Ed è libera di farlo. Se guardi tua moglie in questo modo, rischi di lasciarla. È chiaro, se annulli il tempo, cosa rimane?

 D "Cosa rimane"?

 R "L'amore. Ma questo amore non ha niente a che vedere con il bisogno. Non richieste e non attese. E, soprattutto, non è esclusivo. Include tutto.
Ami tuo figlio perché è così com'è, non per come vorresti che fosse. Come puoi chiedergli di essere diverso, o di fare ciò che non ama, quando lo rispetti per ciò che è? Ami il tuo cane perché è quello che è.
Ami tua moglie perché è un'espressione della bellezza nella sua particolarità, e non perché deve rispecchiare la tua idea.
... deve rispecchiare la tua idea. ...Quella è violenza, cioè paura. Amore significa ascolto. Con l'incessante bisogno di qualcosa, non ci può mai essere ascolto. Se chiedi, non ascolti.
Questo è l'unico modo per stare a contatto con gli altri, altrimenti si muore prima di vivere realmente. Molte persone scelgono vie più superficiali, per evitare tutto questo. Ed ecco circondarsi di distrazioni "piacevoli", o di gente che non fa altro che apprezzarci solo per le maschere che indossiamo. Lo chiamano godersi la vita, ma non ammetteranno mai quanta paura hanno di essere scoperti.

 G.Pintaudi

 Tratto dal libro in uscita - Libero di Essere nessuno -

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DIALOGHI VARI

LA MATURITA' di pintaudi

 D "Cos'è per te la maturità"?

 "Niente che ha a che fare con la morale, le ideologie, i valori, i concetti e le acquisizioni. L'unica maturità possibile è una capacità di introspezione che, volenti o nolenti, ci ritroviamo a fare nella vita. Solitamente questo avviene troppo tardi, addirittura molti muoiono prima di maturare veramente, o alcuni poco prima di morire, quando prendono coscienza che tutto il loro passato devono lasciarlo andare, e il loro futuro non esiste più. Solamente in circostanze realmente difficili, a tu per tu con il nulla, la persona è costretta a maturare realmente e, direi, definitivamente.
Infatti la vera maturazione non consente di tornare indietro. Quando accade durante la vita, accade rare volte e in degli istanti precisi, non è graduale. La vita, per come la si conosceva, non potrà mai essere come prima pur essendo, apparentemente, tutto invariato. E' come uno schiaffo, e non è mai dettata ad acquisire, ma sempre a perdere identificazioni."

 D "E possibile evitarlo?"

 "Non è possibile evitare le situazioni, ma è possibile che la maturazione avvenga prima, per una introspezione diciamo, "volontaria".

 D "Ma, in conclusione, cosa intendi per maturazione".

 "Se ti piacciono le definizioni, potrei dire che è banalmente una forma di lasciar andare. Si intende smettere di dare la responsabilità delle proprie disgrazie a chiunque: il mondo, gli altri, me stesso, ecc. Tu sei l'unico responsabile del tuo stato d'animo. Questo ti consente di vivere intimamente con te stesso, smettendo di cercare negli altri e nelle situazioni una forma di compensazione e fuga, o, al contrario, una forma di giudizio e di colpa. Infatti chi vive in questo stato, è costantemente verso l'esterno. Quando smette di andare verso l'esterno, allora colpevolizza se stesso o si compiace. E' costantemente fuori dal presente.

E questo è uno step. L'ultimo step è vedere che lo stato d'animo c'è a prescindere da un "me stesso", quindi a maggior ragione ora nemmeno tu hai meriti e colpe,perché non sei all'interno del processo, e nemmeno fuori. Non ci sei proprio, esiste solo un sentire, che cambia istante per istante. La vita è solo sentire.

 D "E gli organi di senso?"

 "Se intendi vedere, toccare, gustare, odorare, bé, è sempre un sentire. Puoi fare esperienza solo così. Questo porta ad una riduzione dell'attività mentale. Non esiste nessun'altra maturazione possibile."

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THE MATURITY ' of Pintaudi

 Q "What is for you the maturity"?

 "Nothing that has to do with morals, ideologies, values, concepts and possessions. The only possible maturity is a capacity of introspection that, like it or not, we are called to do in life. Usually this happens too late, even many people die before reaching a real maturity, or some others just before their death, when they become aware that they must let their whole past go, and their future has gone. Only in real difficult circumstances, face to face with nothing, people are forced to really mature and, I would say, definitely.

Effectively the true maturation does not allow you to go back. When it happens during our life, it rarely happens and in that exact moments, not gradually. Life, as we knew it, will never be as before although, apparently, all remains the same. It’s like a smack, and it is never given to acquire, but always to lose identifications. "

 Q "you can avoid it?"

 "You can not avoid the situations, but it is possible that the maturation comes first, through an introspection, let’s say," voluntarily".


 Q "But, in conclusion, what do you mean with maturation."

 "If you like the descriptions, I could say that it is trivially a form of letting go. It means to stop looking for a responsible for our own misfortunes: the world, the others, myself, and so on. You are the only one responsible for your state of mind. This allows you to live intimately with yourself, and stop looking for somebody else, or in other directions looking for a kind of compensation and escape, or, on the contrary, a kind of judgment and guilt. In fact, those who live in this condition, they are constantly moving outside. When they stop going outwards, then they make themselves feeling guilties or they are pleased. They are constantly outside the present-time (the right moment they are just living now).

And this is a step. The last step is to see that the mood exists independently from "myself", and even more so now not even you have any merit or fault, because you're not inside the process, nor even outside. You are not in there, what exists is a feeling, that changes moment by moment. Life is just feeling.

 Q "and the sense organs?"

"If you mean to see, to touch, to taste, to smell, well, it's always a feeling. It’s the only way You may have experiences. This leads to a reduction of mental activities. No other maturation is possible."

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La vera conoscienza che può dare origine in noi ad un profondo mutamento interiore è basata  sull'auto-osservazione diretta di se stessi.
E'estremamente urgente e utile invitare le persone,con mezzi adeguati,a capire meglio se stessi,è un mezzo per modificare le condizioni meccaniche che ci fanno sembrare tanti burattini che si muovono senza consapevolezza ,imbrigliati in schemi subconsci creati tra 0 e 8 anni.
L'auto-osservazione interiore è un mezzo per cambiare intimamente.

Si può affermare che esistono quindi due tipi di conoscienza:una esterna e l'altra interna.
Ci troviamo di fronte a due mondi,l'esterno e l'interno.Il primo di questi è il mondo esteriore è ciò che si può osservare e si percepisce con i sensi della percezione esteriore(i cinque sensi);il secondo può essere percepito soltanto dal SENSO dell'auto-percezione interna.

Pensieri,emozioni,aneliti,speranze, delusioni...sono interiori,invisibili dai sensi ordinari comuni e correnti,anche se per noi sono più reali del tavolo da pranzo o delle poltrone del salotto.

Si può affermare con estrema sicurezza che noi viviamo più nel nostro mondo interiore che in quello esteriore, quindi?

Nei nostri Mondi Interni,nel nostro mondo segreto,amiamo,desideriamo,sospettiamo, benediciamo,malediciamo,aneliamo,soffriamo,
godiamo,veniamo premiati,defraudati.....

L’uomo vive simultaneamente in due mondi,in due realtà,in due ambiti:uno esterno ed uno interno.

Nello stesso modo in cui è indispensabile imparare a camminare nel mondo esterno per non cadere in un burrone,per non perdersi nelle strade  di una città,per selezionare le propie amicizie,per non ingoiare del veleno.....ed altro....così allo stesso modo dobbiamo imparare a camminare nel "Mondo Interno" che è esplorabile anch'esso,con gli adeguati mezzi e strumenti,tramite l'auto-osservazione del sè.

In questa epoca tenebrosa il senso dell'auto-osservazione di se stessi nella razza umana è decadente e completamente atrofizzato.Via via che procediamo e perseveriamo nell'auto-osservazione di noi stessi,il SENSO di questa auto osservazione intima andrà a svilupparsi e rafforzarsi progressivamente in noi, è un mezzo per cambiare intimamente e per sempre i nostri comportamenti.

E.P

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Ritornare a se stessi – G. I. Gurdjieff

“Esistono menti che si interrogano,

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