Il giorno concordato è arrivato. Passi lenti escono dai portoni, il silenzio è rotto solo dal lieve scricchiolio del gelo che ricopre le vie di Presegno (Lavenone), un pugno di case strette in un abbraccio senza tempo a quasi mille metri di altitudine, dove tradizione e rispetto per madre natura si fondono custoditi da un microcosmo di quattordici anime le cui esistenze si intrecciano fra balconcini di legno e case di pietra.
La piccola frazione, che si raggiunge fiancheggiando lungo una strada tortuosamente incantata il torrente Abbioccolo adorno di ponti romani e di una scultura a goccia sospesa sulla cascata, stamane si è svegliata avvolta da un manto di brina che ha dipinto il paesaggio con spruzzi cristallini di preziose trasparenze.
Gli abitanti si stropicciano gli occhi e subito alimentano la stufa per far gorgogliare il primo caffè di quel mattino che li vedrà addobbare il loro angolo di mondo in vista delle festività natalizie.
Non useranno plastica né altri elementi sintetici, ma materiali raccolti settimane prima nei prati e nei boschi. Tutto è pronto: abeti trovati già abbattuti, rami di pino, bastoncini di legno, cortecce, radici, bacche rosse di rosa canina e agrifoglio, edera, pigne.
Nove di mattino. Il bar trattoria della piazzetta si riempie, fra saluti e cappuccini bollenti, di un allegro chiacchiericcio.
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